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Getting started

Guida al primo utilizzo di Prompt a Porter: installazione, creazione del vault, primo prompt, prima compilazione. Tempo richiesto: 5 minuti.

Se usi l'AI ogni giorno, prima o poi ti accorgi che i prompt migliori li riscrivi sempre daccapo: li cerchi nella cronologia della chat, li ricopi da un file di appunti, li ricostruisci a memoria. Prompt a Porter nasce per chiudere questo cerchio: è un'app desktop che custodisce i tuoi prompt in un archivio locale, li rende ricercabili in un istante e ti permette di riusarli compilando solo le parti che cambiano.

Il percorso di questa pagina è quello che farai davvero la prima volta: installi l'app, crei il tuo vault (l'archivio che conterrà tutto), scrivi un primo prompt con qualche parte variabile, e infine lo compili con valori reali per incollarlo dove ti serve. Alla fine avrai toccato con mano il ciclo completo — scrivi una volta, riusa per sempre — e saprai orientarti nell'interfaccia.

Non serve alcun account e nessun dato lascia il tuo computer: Prompt a Porter è local-first. Tutto quello che scrivi vive in un file sul tuo disco, che puoi cifrare, esportare e portare con te.

Prerequisiti

  • Windows 10+, macOS 12+ o Linux con GTK 3 (la maggior parte delle distro recenti).
  • ~150 MB di spazio su disco (binario + vault iniziale).
  • Nessun account: PaP è local-first.

Installazione

Scarica l'ultima release da GitHub Releases:

PiattaformaBundle
WindowsPrompt.a.Porter_X.Y.Z_x64-setup.exe (installer, firmato Authenticode) o Prompt-a-Porter-portable-windows-x64-vX.Y.Z.zip (portable)
macOSPrompt.a.Porter_X.Y.Z_universal.dmg (universale: Apple Silicon + Intel)
LinuxPrompt.a.Porter_X.Y.Z_amd64.AppImage o Prompt.a.Porter_X.Y.Z_amd64.deb

Su Windows, l'installer chiede l'approvazione SmartScreen al primo avvio: clicca "Altre informazioni" e poi "Esegui comunque" — il binario è firmato con certificato Certum EV (vedi auto-update.md per i dettagli sulla firma).

Su macOS l'app è firmata Developer ID e notarizzata da Apple: il .dmg si apre normalmente, senza avvisi Gatekeeper.

Onboarding: il primo avvio

Al primo avvio l'app ti accompagna con un wizard in 3 step. Serve a prendere le tre decisioni iniziali — come chiamare il vault, se cifrarlo, quale scorciatoia usare per richiamare l'app — e richiede meno di un minuto.

1. Benvenuto e nome del vault

Il vault è il file che contiene tutti i tuoi prompt: un unico archivio SQLite, facile da copiare e da salvare in backup. Scegli il nome nel campo "Nome del vault". Il file viene salvato di default in:

  • Windows: %APPDATA%\com.pap.client\pap-vault.db
  • macOS: ~/Library/Application Support/com.pap.client/pap-vault.db
  • Linux: ~/.local/share/com.pap.client/pap-vault.db

2. Cifra il tuo vault

La cifratura (SQLCipher, AES-256) è opzionale ma consigliata: protegge i tuoi prompt anche se qualcun altro mette le mani sul file. Scegli una password robusta (minimo 12 caratteri, mix lettere/numeri/simboli). La password non è recuperabile: se la dimentichi devi ricreare il vault. Considera di salvarla in un password manager.

Se preferisci un vault in chiaro, attiva il toggle "Salta cifratura del vault" (segnalato con badge "Sconsigliato").

3. Hotkey e opzioni finali

La hotkey è la scorciatoia che richiama Prompt a Porter da qualunque punto del sistema, anche quando l'app non è in primo piano: è il gesto che userai più spesso. Quella di default è Ctrl+Shift+P (Windows/Linux) o ⌃⇧P (macOS); premila in qualunque momento per evocare la Command Palette. Puoi cambiarla in qualsiasi momento da Impostazioni → Sistema → Hotkey (la modifica ha effetto al prossimo riavvio dell'app).

Nello stesso step trovi due switch:

  • "Importa prompt di esempio al primo avvio" (attivo di default): popola il vault con prompt dimostrativi. Disattivalo se preferisci partire da vuoto.
  • "Avvia automaticamente con <nome OS>" (l'etichetta si adatta al tuo sistema operativo): avvia PaP al login.

Dopo il wizard: tour di benvenuto

Al primo ingresso nell'app parte un breve tour guidato dell'interfaccia e una checklist "Primi passi" con le azioni essenziali. Puoi rilanciare il tour in qualunque momento da Impostazioni → Guida e aiuto → "Avvia il tour guidato".

Anatomia dell'interfaccia

Finito l'onboarding entri nella finestra principale, organizzata in 3 colonne — da sinistra a destra: dove cerchi, cosa hai trovato, cosa stai guardando:

┌──────────────┬──────────────┬───────────────────────────┐
│ Barra        │ Lista dei    │ Pannello di dettaglio     │
│ laterale     │ prompt       │                           │
│              │              │  Titolo del prompt        │
│ • Tutti      │  Prompt 1    │  Body con {{segnaposti}}  │
│ • Preferiti  │  Prompt 2    │                           │
│ • Cartelle   │  Prompt 3    │  Tag, modello, varianti   │
│ • Tag        │  ...         │                           │
└──────────────┴──────────────┴───────────────────────────┘

La barra laterale (a sinistra) è il punto di partenza di ogni ricerca: raccoglie le viste predefinite (Preferiti, Tutti i prompt, Cestino, Privati, Team), l'albero delle cartelle e i tag; nel footer trovi il link "Regressioni". Il Cestino merita una nota: i prompt eliminati non spariscono subito, ma finiscono lì — da dove puoi ripristinarli o eliminarli definitivamente con "Svuota cestino".

La lista dei prompt (colonna centrale) mostra i prompt della vista corrente, ognuno con un'anteprima del body: è qui che scorri e selezioni.

Il pannello di dettaglio (a destra) mostra tutto del prompt selezionato — titolo, body, tag, modello target, varianti, cronologia — ed è dove lo modifichi.

In alto trovi la barra di ricerca con i filtri rapidi; in basso, la status bar con il conteggio dei prompt e le hotkey suggerite.

Il tuo primo prompt

  1. Clicca Nuovo in alto nella colonna della lista (quella centrale).

  2. Compila i campi:

    • Titolo: "Email di reclamo professionale"

    • Descrizione: una riga che spieghi cosa fa il prompt (opzionale ma consigliata: appare nella ricerca).

    • Body: il testo del prompt, con segnaposti per le parti variabili.

      Questo esempio mostra un prompt riusabile: le parti fra doppie graffe sono i segnaposti, cioè i punti che cambieranno a ogni uso.

      Scrivi un'email di reclamo professionale per {{servizio}} riguardo {{problema}}.
      
      Tono: {{tono}}. Lingua: italiano.
      
      Includi:
      - Riferimento al problema in oggetto
      - Conseguenze concrete subite
      - Richiesta esplicita di rimborso o soluzione
      - Scadenza per la risposta (7 giorni)

      Al momento dell'uso l'app ti chiederà i valori di servizio, problema e tono: il resto del testo resta identico, già rifinito una volta per tutte.

  3. Imposta Modello target (es. claude-sonnet, gpt-4) se il prompt è ottimizzato per un modello specifico.

  4. Aggiungi tag (es. email, clienti, reclami) per ritrovarlo facilmente.

  5. Non c'è un pulsante Salva: le modifiche vengono salvate automaticamente circa 2 secondi dopo che smetti di scrivere (il ritardo è configurabile in Impostazioni → Editor).

La tua prima compilazione

Ora chiudi il cerchio: usa il prompt appena scritto compilandolo con valori reali. È il gesto che ripeterai ogni giorno.

  1. Premi la hotkey globale (Ctrl+Shift+P) — funziona anche se stai lavorando in un'altra app.
  2. La Command Palette si apre al centro dello schermo: digita "reclamo" per trovare il prompt.
  3. Premi Enter sul risultato: si apre la modale Compila, con un campo per ogni segnaposto.
  4. Inserisci i valori:
    • servizio: Trenitalia
    • problema: treno cancellato senza preavviso
    • tono: formale ma fermo
  5. Premi Ctrl+Enter (o il pulsante "Compila & copia"): il testo compilato finisce automaticamente negli appunti.
  6. Incolla in ChatGPT, Claude o dovunque ti serva: il prompt è pronto, completo dei tuoi valori.

Da qui in poi il flusso è sempre lo stesso: hotkey, due lettere nella palette, Enter, valori, Ctrl+Enter. Più prompt accumuli nel vault, più il gesto ripaga.

Vedi anche

Rilasciato sotto licenza AGPL-3.0-only.